Già nel gennaio 2009 saranno pubblicati avvisi per progetti di agricoltura sociale a cui potranno rispondere le imprese agricole del territorio della Valdera. Si è svolto a Pontedera mercoledi 26 novembre 2008, presso la Sala Convegni del Museo Piaggio, il seminario organizzato dalla Società della Salute della Valdera e dall'ARSIA Toscana per approfondire gli aspetti organizzativi e programmatici per la valorizzazione del ruolo dell'agricoltura sociale.
Le imprese agricole potranno insomma offrire ospitalità a persone con disagi psichici o fisici, percorsi di rinascita sociale, di integrazione, di inserimento lavorativo a contatto con la terra, con gli animali, con i prodotti della natura, servizi ad anziani e bambini. Già non mancano gli esempi anche nel nostro territorio, sulla base delle esperienze che sono nate con il progetto "Il Giardino dei semplici" e che aprono la strada a molte opportunità. Il seminario del 26 novembre ha cercato di stabilire delle procedure, una cornice normativa "quadro" nella quale proporre i progetti fin dal prossimo anno. Attraverso queste procedure sarà possibile, da parte delle istituzioni socio-sanitarie, valutare i progetti, sostenerli, ed esportare questo modello ad altri territori.
Numeroso e qualificato è stato infatti il parterre dei partecipanti da tutta la Toscana: erano presenti rappresentanti di diverse Asl, di comuni pisani e di altre province toscane, delle Società della Salute del Valdarno, di Pisa, di Firenze, e anche titolari di aziende agricole. Alcune di queste ultime già ospitano progetti di agricoltura sociale altre sono disponibili ad avviarne. Co-protagonista dell'iniziativa sono state l'Università di Pisa, già impegnata in questo settore, e l'Arsia, l'Agenzia Regionale per lo sviluppo e l'innovazione nel settore agricolo.
Infine, come detto, le opportunità che si aprono per l'agricoltura sociale nel Piano di Sviluppo Rurale saranno sostenute nel Piano Integrato di Salute della Valdera. Sarà possibile cioè coniugare lo sviluppo rurale e l'intervento sociale sui soggetti deboli, anche dal punto di vista delle risorse e delle norme.
"Grazie al seminario quindi - ha commentato il Presidente della Società della Salute Renato Lemmi - abbiamo potuto concertare un percorso condiviso, unitario e il più possibile semplice per tutti coloro che intendono scommettere su questa idea: coniugare cioè lo sviluppo dell'agricoltura e un ruolo socio-sanitario della stessa. E' un'idea foriera di opportunità positive per tutti. Noi come Società della Salute lavoriamo per far si che questo territorio abbia anche questa possibilità".