Coltivare il cibo, cuocerlo e offrirlo sono azioni che fanno parte del ciclo cosmico della vita e del suo rinnovamento: da questo punto di vista il cibo è governato dalle leggi di natura e dalle regole di cultura. Ma il cibo è sempre più disciplinato anche da regole giuridiche, che accompagnano il cibo dal seme al supermercato, dalle fattorie alle nostre cucine: lo Stato crea infatti leggi sui diritti di proprietà, sul commercio, sulla sicurezza alimentare. Il cibo è frequentemente inteso - nella prospettiva della convivialità - come veicolo di pace e di amicizia: ma il cibo è anche e sempre più qualcosa che ha a che fare con i conflitti. Ogni discorso sul cibo racconta infatti le tensioni e le violenze che hanno accompagnato la lotta per il controllo delle risorse. Anche l'atto del mangiare, oggi, è intriso di conflittualità.
Partendo da queste e altre riflessioni nasce l'idea del Centro per i Diritti umani, della Società della Salute e del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace di dedicare al cibo la terza edizione di "Pisa città per la pace e per i diritti umani", coinvolgendo ancora una volta la città, sollecitandola ad esprimersi attraverso le sue ricchezze - l'università, le associazioni, le istituzioni, il teatro, il cinema - per costruire un percorso interdisciplinare, di cui il cibo sia il crocevia.
Con il patrocinio dell'Università di Pisa, del Dipartimento Identità Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Segretariato Sociale della RAI, del Comune di Pisa, della Provincia di Pisa, della Regione Toscana, dell'ARSIA - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione nel settore Agricolo forestale, di Slow Food.
| Pisa città per la pace e per i diritti umani, III edizione: cibo e conflitti. (294 Kb - Formato PDF) |
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