A CURA DEL GRUPPO DI PROGETTO

 

 

Le difficoltà di apprendimento in matematica nella scuola dell’Infanzia

 

 

La matematica si basa su alcuni processi cognitivi che conducono alla costruzione e alla conoscenza numerica. Tali processi sono:

 

 

PROCESSO LESSICALE

Consiste nella capacità di attribuire il nome ai numeri; nell’uso della scansione linguistica come meccanismo dell’enumerare; nel possesso della fluidità verbale necessaria e nella capacità di ricordare il nome e i simboli dei numeri; nell’avvio alla costruzione del numero.

PROCESSO SEMANTICO

Riguarda la capacità di comprendere il significato dei numeri attraverso una rappresentazione mentale di tipo quantitativa (numero- quantità).

PROCESSO SINTATTICO

Consiste nella capacità di classificare; di distinguere una unità dall’insieme di appartenenza; di individuare la posizione ordinale; di distinguere le dimensioni.

IL CONTEGGIO

Consiste nella capacità di effettuare corrispondenze biunivoche; nel costruire sequenze; nella capacità di comprendere che il nome di ciascun numero corrisponde alla rispettiva quantità; nell’avvio al contare e all’uso del codice; nell’uso dell’abaco ( quantità 5); nell’aggiungere e nel togliere l’unità rispetto al numero 5; nell’introdurre l’idea di “nessuno” per il concetto di 0 (zero).

 

 

 

 

Vengono di seguito specificate le difficoltà in matematica con i rispettivi giochi ed esercizi per il superamento di ciascuna di esse, nonché le linee metodologiche da porre in atto e le motivazioni pedagogiche che le sottendono:

 

DIFFICOLTA’

GIOCHI- ESERCIZI- ATTIVITA’

METODOLOGIA e MOTIVAZIONI PEDAGOGICHE

 

DIFFICOLTA’

NEL PROCESSO LESSICALE

 

Non abilità ritmica ( non percezione della simultaneità e della successione)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non abilità di codifica e non abilità mnemonica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DIFFICOLTA’ NEL PROCESSO SEMANTICO

 

Non abilità nella rappresentazione del numero

 

 

 

 

 

 

 

 

Giochi di movimento:

camminare, saltellare, marciare ( con le sue variazioni lento e veloce); saltare la corda; salire e scendere le scale; il gioco della palla; il gioco “La campana.

 

Giochi ritmico- musicali:

scandire con il battito delle mani e dei piedi musiche facili e ben ritmate; denominare oggetti in ordine; le conte e le filastrocche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giochi ritmico- musicali con supporto mnestico del ritmo:

accompagnare il nome dei numeri con le dita e dirne la sequenza sulle note di “Fra Martino”; la “Filastrocca degli elefanti” invitando il bambino ad accompagnare il nome dei numeri con le dita e ad osservare che le quantità aumentano; avviare alla scrittura del simbolo numerico con copia da modello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giochi ed esperienze pratico- operative per individuare la “non relazione” fra peso e volume ( pesante- leggero), e fra oggetti che occupano più o meno spazio.

 

Giochi, esperienze pratico- operative e compilazione di schede con oggetti e immagini di oggetti, per la discriminazione di quantità più o meno numerose ( uno- tanti- pochi; di più- di meno)

 

Giochi con il corpo e con gli oggetti per presentare le quantità 2…3…4..5…

 

Giochi con gli oggetti e compilazione di schede che rappresentano il numero, disponendo il materiale usato in tutti i modi possibile, per l’avvio alla riflessione sull’uguaglianza numerica.

 

 

 

 

Essendo il numero un automatismo, deriva dal movimento ed il movimento è ritmo che i bambini possiedono fino dal periodo della gestazione. Il battito del cuore, il passo, ecc…, sono movimenti ritmici. E’ importante, quindi, curare il ritmo attraverso i giochi e le attività proposte, perché il ritmo introduce la lingua dei numeri favorendo la fluidità verbale con il recupero automatico del lessico essenziale anche nel conteggio in avanti e indietro.

Il numero nasce da un insieme che è simultaneità e successione. Infatti nelle conte, quando parlo e tocco è simultaneità, quando passo è successione. Un nome a un oggetto è come un numero ad ogni unità.

Per verificare quanti numeri il bambino possiede nel suo pensiero, gli si presentano da 8 a 10 dadi e si ripete una sillaba toccando ogni dado. Il numero massimo che il bambino ha a disposizione nel suo pensiero è quello in cui riesce a battere e pronunciare simultaneamente la sillaba mantenendo il ritmo.

 

 

 

E’ opportuno ripetere con frequenza le filastrocche dei numeri e proporle come attività corali cantate e recitate sia nel piccolo che nel grande gruppo per fare esercitare con successo tutti coloro che ne hanno bisogno. E’ anche importante effettuare esperienze del togliere e dell’aggiungere con l’uso del proprio corpo in quanto i bambini imparano il linguaggio orale non solo attraverso l’ascolto, ma soprattutto con la ripetizione di regole di sequenza e di ricorrenza verbale.

La serie dei numeri non va solo memorizzata, ma automatizzata, e si verifica chiedendo al bambino di enumerare la serie fin dove sa.

 

 

 

 

 

 

Per i bambini piccoli il numero è un attributo delle cose ( come il colore, la dimensione…). Sono attratti più dallo spazio occupato dagli oggetti che non dal numero: 3 biscottoni sono più di 3 biscottini.

E’ necessario spezzare la connessione fra numero e disposizione nello spazio.

Prima bisogna mettere in corrispondenza biunivoca e dopo si modifica la disposizione.

Per facilitare nei bambini la rappresentazione del numero, le mani sono importanti: il bambino ha più informazioni attraverso l’uso delle dita

( il 3 ad esempio è dato da due dita abbassate). E’ importante creare un abaco che fornisca tutta l’informazione contenuta sia nell’insieme ordinato

 ( dadi, domino), sia nell’uso delle mani e delle dita alzate o abbassate.

Per verificare la rappresentazione del numero si usa un dado che rappresenta i numeri fino a 5 e con una faccia vuota: si lancia il dado e si chiede al bambino

“ quanto hai fatto?”; il bambino deve rispondere correttamente senza contare.